Via Fiasella 65 Sarzana 4,5,6 settembre 2020
Ho deciso di aprire lo studio nei giorni del Festival della mente.
In questi mesi ho lavorato senza l’idea di esporre, dopo tutto il tempo da soli
mi ero abituata ai tempi lenti, nel mio caso particolarmente congeniali.
Ma aprire lo studio mi piace, mi incuriosisce sempre il mondo, gli amici, gli
sconosciuti che entrano.... c è tutto il senso della relazione e dello scambio
di pensieri.
Non c’è connessione, non c’è segnale di wi-fi tanto potente quanto qualche
parola scambiata di persona.
C’è bisogno di porte aperte ho pensato, io apro il mio studio, fuori programma.
Presento gli ultimi lavori.
Ho lavorato su piccole carte, mi piace sempre la partenza su carta con la matita, creare partendo da un foglio bianco.
Il testo che più mi è rimasto in testa, dei tanti letti nei mesi passati, è "Il messaggio dell’imperatore" di Kafka; potente quanto enigmatico: le porte
aperte del palazzo non bastano, le stanze sono insuperabili ( e il messaggero non riuscirà a trovarle) così come gli uomini non possono
comunicare perché non si capiscono e spesso ci si stanca di rimuovere gli ostacoli.
Le peripezie che il messaggero deve affrontare sono ardue, l'attesa è l'attesa di qualcuno che non arriverà mai perché
ostacolato da difficoltà e da barriere.
L'inutilità dello sforzo da parte del messaggero è tutta nel contrasto tra lui e il potere dell'imperatore, morente .
La chiusura del testo è fiabesca, si mescola alla speranza del suddito che non si stanca di aspettare ma rimane il mistero:
qual era il messaggio?
Le mie piccole carte tagliate e ritagliate sono senza scritte, solo enigmi sviluppati con segni e colori. Testimoni di chi preferisce stare sulla
domanda piuttosto che una risposta imprecisa, o una mezza verità.
Le porte aperte non bastano, le stanze sono insuperabili, l'enigma è una fila di stanze e di scale.
Dedico questo lavoro al mio amico Ascanio Valbusa