Tutto il mio lavoro ha a che fare con il tempo. 
Quando nasce un nuovo lavoro il tempo di ferma lì dentro. 
Ci sono momenti che devono essere accolti. In quei momenti, mai prevedibili, la parte nuova del lavoro esce 
fuori e inizia a prendere forma. 
Ho scoperto che per parlare di me non devo parlare direttamente di me 
ma devo parlare del mio lavoro, di quello che cerco. A volte parlare di un 
granello di sabbia diventa un modo di raccontare il mio sguardo sul mondo. 
Così quando nasce un nuovo lavoro non lo penso, il lavoro non è stato pensato, 
ma semplicemente percepito. 
Gli elementi naturali ci sono sempre. Sassi, rami e foglie sono una specie
di grammatica visiva, il linguaggio che unisce il prima e dopo di molte 
mie ricerche e sperimentazioni. 

Leggo molto, leggere è sentire che le parole danno forma al pensiero. 
La pittura è invece la voce di ciò che è sommerso.